Vigevani

Un certo Ramondès

Prezzo€ 4.99

“Un giorno di marzo un certo Ramondès partì dalla Gare de Lyon per raggiungere, via Svizzera, Milano”. Il marzo è quello del 1940, pochi mesi prima dell’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania di Hitler: un intellettuale di modesto livello, che si è dovuto adattare a lavorare come informatore per i servizi segreti francesi, viene incaricato di sondare gli umori dell’intellighenzia della città lombarda e prendere contatto con l’opposizione al regime. Poco dopo il suo arrivo viene scambiato per un suo quasi omonimo – celebre critico letterario della Nouvelle Revue Française – e sfruttando pigramente l’equivoco viene accolto non solo negli ambienti della “fronda” che gli interessano ma anche nei salotti e nella migliore casa di piacere della città. Alla fine l’equivoco verrà alla luce e anche la polizia politica, la famigerata OVRA, si interesserà a lui, costringendolo, nei giorni in cui la Germania nazista ha già travolto le neutrali Olanda e Belgio, a ritornare precipitosamente oltralpe.

"Un romanzo grottesco e pirotecnico, una lingua originale tra Gadda e Dossi, divertentissimo nell’amaro sfottimento del fascismo, dell’antifascismo di maniera, dell’ermetismo e degli accademici in feluca, della Chiesa, dei giornalisti di regime ma non troppo, dell’Italia e della sua eterna mancanza di serietà, della Francia faro di cultura e di libertà decaduta con Vichy a scimmiottatrice del nazismo. Ma soprattutto un libro potente che restituisce l’atmosfera della “non belligeranza” della primavera del 1940"
Marco Vigevani, marzo 2015