Depauw

Lilli Heiner

Prezzo€ 3.99

Lucie Depauw racconta una delle storie più terribili degli ultimi decenni, la parabola delle atlete della DDR imbottite per anni di ormoni: vinsero grappoli di medaglie alle Olimpiandi e ai Campionati europei e mondiali, ma subirono conseguenze devastanti. Lilli è una di loro. Lilli diventa Heiner, una ragazza diventa uomo. Senza averlo chiesto, senza averlo voluto, senza capire. Una pratica medica perversa, un piano criminale, che ha causato una terribile sofferenza. Raccontare questa storia sulla scena crea subito potenti risonanze. Perché il teatro è da sempre trasformazione – e dunque anche il passaggio dal maschile al femminile. E naturalmente questo tema pone al centro dello spettacolo la questione dei generi: che cosa vuol dire oggi essere donna? O essere uomo? Lucie Depauw si è documentata con cura. Non cerca lo scandalo, la provocazione, il facile sentimentalismo. Racconta per schegge narrative l'impressionante e dolorosa trasformazione di un corpo, e di una psiche. Sconvolge con la nuda oggettività dei fatti, con la sequenza dei dettagli. Emerge da un lato la continuità con l'atletismo perfezionista del Terzo Reich, ma anche l'affinità con l'ossessione per la performance che oggi sembriamo tutti condividere: e infatti gli scandali per il doping continuano a riempire le cronache sportive, investendo le palestre e coinvolgendo anche i bambini. In una vicenda come questa, si possono cercare le colpe e si devono inseguire i destini dei buoni e dei cattivi. Ma al di sotto della storia e della sociologia, dietro questo scandalo, s'avverte un altro respiro, che arriva da lontano, dal profondo. Perché la metamorfosi era un tempo concessa agli dei. E' per questo che Lucie Depauw non ha fatto solo una inchiesta interessante. Non ha solo scritto un dramma strappalacrime sull'innocenza tradita. Lilli Heiner è una tragedia contemporanea.