Seminara

L'indecenza

Prezzo€ 4.99

“Un noir intimo, tessuto di sensualità e grazia.”
Silvana Mazzocchi, La Repubblica

Una donna rimane prigioniera del dolore per il suo bambino mai nato e il marito non riesce a dissolvere la rabbia e la sofferenza che consumano un amore ormai alla fine. Tra loro Ludmila, ucraina. Giunge in Sicilia, non è abile nei lavori domestici, non sa fare nulla, ma è sufficiente che appaia con la sua svagata bellezza per riempire la casa e il giardino di nuova vita. La sua è una presenza che innesca calore dove c'era freddo, luce dove c'era ombra. E, con lei, nulla sarà più come prima.

“Se il pregiudizio di una Sicilia avvolta su se stessa, incapace di guardarsi in giro e di sentirsi pienamente contemporanea ed europea, si fosse impadronito di voi, leggete questo L'indecenza. Capirete così come la Sicilia delle mafie, della politica corrotta e passiva e dell'arbitrio non è né è stata indifferente a ciò che accadeva in giro e che lo ha assimilato. Oggi, lo rende ai lettori sotto la forma di una vicenda vissuta a Catania, ma che potrebbe svolgersi a Francoforte o a Lille. Legata alla lezione di Marcel Proust, ma anche dell'esistenzialismo, compresa la sua forma tardiva e post di Houellebecq, Elvira Seminara, al suo primo romanzo, dimostra che lo scrivere e il poetare non sono annegati nelle acque sporche della cattiva letteratura di consumo. E che la lingua della Marca peninsulare possiede, nonostante il dilagare dell’inglese, specifiche e singolari doti d’espressione che nessun supermercato riuscirà ad appiattire.”
Domenico Cacopardo

C'è molta Sicilia nel libro, c'è l'Etna che ricopre tutto, uomini e cose, con un sudario di polvere nera che toglie l'aria e i contorni. E' una metafora ma anche un fenomeno "naturale". C'è un mare che fa perdere i sensi, c'è una natura feroce ed eccessiva, cannibalesca, che insidia le fondamenta stessa della casa, con le radici che spingono sotto il pavimento, e i rampicanti che premono per entrare. Una natura fortemente erotica ma ambivalente, fatta di piante che si incrociano sino a produrre improbabili innesti. Una natura carica di una vitalità furiosa ed esorbitante, che tuttavia non genera vita e slancio, ma piuttosto morte e detriti.