Soler

Contro il progresso

Prezzo€ 3.99

Contraddire dispettosamente l'ideologia e la morale corrente, anche a questo serve il teatro. Sbarazzarsi dei luoghi comuni. Obbligare gli spettatori (e prima ancora il regista e gli attori) a pensare. Il teatro è da sempre provocazione ed Esteve Soler lo sa bene. Contro il progresso ha una forma teatrale semplice e immediata. Sono sette scenette, brevi sketch che partono dalla più banale quotidianità: due anziani che guardano la televisione, i testimoni di un incidente stradale... Ma poi questa realtà apparentemente innocua si rivola contro sé stessa. Si rompe. Sono dialoghi crudeli e divertenti, che aprono crepe sempre più profonde sotto la crosta della normalità. Soler non ha tesi da dimostrare, semmai le nostre certezze da demolire. Non lo fa con gli argomenti, con un ragionamento. Scova dei personaggi – per lo più persone del tutto qualsiasi, in situazioni all'inizio banali – e lascia che parlino, e agiscano. Il dramma, come scopriamo in questo gioco feroce, è che sono per l'appunto dei personaggi e hanno perso il contatto con il nucleo profondo del loro essere autentico. E anche noi siamo diventati come loro, figure di cartone senza più cuore. E' questa la condanna del progresso, quella che accomuna tutti noi ai dissacranti burattini di Contro il progresso.