Bosio

I dimenticati

Prezzo€ 4.99

Laura Bosio è tra i pochi narratori italiani veramente "necessari" 


la Repubblica

La sua forza baluginante sta nell'energia estrema che il controllo espressivo (la "fondazione di uno stile", come voleva Calvino) riesce a esercitare su un mondo in bilico tra finitudine e infinito, tra visibile e invisibile, tra la banalità del quotidiano e la meraviglia che l'accompagna

la Stampa

Una delle migliori narratrici italiane di oggi.

Avvenire
 
Nel romanzo d’esordio di Laura Bosio, la giovane Livia, disincantata Emma Bovary che non crede nei propri sogni a occhi aperti, assiste con istintivo orrore alla disgregazione del mondo borghese e provinciale in cui vive. La crudeltà circola nelle pagine come un veleno. E la storia di questi “dimenticati” dal destino, ma non risparmiati dalla vita, finisce per riguardare tutti noi.
 
“È il 1993 quando I dimenticati viene pubblicato. È il mio romanzo d’esordio, ma non il primo che ho scritto. È il primo secondo me presentabile. Incuriosisce, cosa per me importante, Grazia Cherchi, che gli dedica una pagina sull’Unità. La critica lo nota, lo apprezza, vince il Premio Bagutta Opera prima. È l’inizio della mia vita di scrittrice allo scoperto, dopo un lungo periodo passato a scrivere molto osando poco o nulla pubblicamente. Per questa riedizione, a distanza di vent’anni, ho deciso di non modificarlo, nemmeno di rileggerlo, anche se so bene che i libri sono perfettibili, modificabili all’infinito, e che il tempo della vita e quello dei romanzi che si scrivono non coincidono, hanno corsi diversi. La distanza, illusoria o no, rimane. Sono cambiata io in questi vent’anni, e insieme a me è cambiato il mio modo di scrivere, credo sarebbe sbagliato sovrapporlo a quello di allora, gli toglierei freschezza, forse dolore, comunque vita, forza.”

Laura Bosio, novembre 2014